Seeing is believing

Deve essere per questo che sono stati inventati i press tour.
Che cosa sono ce lo dice il nome stesso: press - stampa, tour - viaggio.
Questi, infatti, altro non sono che viaggi, o visite, organizzate dagli uffici stampa più competenti per dare ai giornalisti l’occasione di vedere da vicino e approfondire le peculiarità di un servizio, un prodotto o un progetto.

La finalità di un press tour

La finalità? Avere un'importante copertura mediatica che, nel mondo del web 2.0, si declina tanto nelle "classiche uscite" su testate quanto in foto, tweet, post, video e stories che popolano la rete. E, fin qui, tutto sembra un gioco da ragazzi: l’ufficio stampa invita alcuni giornalisti, questi scrivono di ciò che vedono di un’azienda, di un servizio o di un prodotto e la popolarità cresce.
Semplice, no? Chiaramente, non c'è niente di più S/B/A/G/L/I/A/T/O!

Maneggiare con cura

Sì, perché lo strumento dei press tour è sicuramente importante ma va maneggiato con estrema cautela. Una cura che possono impartire solo le mani di alcuni professionisti della comunicazione: gli addetti stampa. Quelli veri, quelli che sanno distinguere immediatamente una notizia da un interesse aziendale, quei giornalisti che con il proprio lavoro rispettano principi deontologici e non sono dei "pr markettari".

Una regola da rispettare

Il perché è presto detto. "Il giornalista non accetta privilegi, favori, incarichi, premi sotto qualsiasi forma che possono condizionare la sua autonomia e la sua credibilità".
Questo l'articolo 2 del codice deontologico dei giornalisti che si traduce in una regola aurea da rispettare. Sempre. Il press tour non si organizza per cose non interessanti ma per cose realmente, incredibilmente, straordinariamente interessanti. Anche perché, a differenza di altri strumenti a disposizione degli uffici stampa, come il comunicato stampa o la conferenza, dove ciò che viene dato in mano ai giornalisti è stato controllato, provato, riprovato e ricontrollato qui tutto è filtrato dall'esperienza diretta del giornalista stesso. E fidatevi: nessuno vuole ricevere un articolo che mette in dubbio la propria reputazione o quella della propria azienda. Soprattutto quando la bad reputation "te la sei andata a cercare" dopo settimane e settimane di lavoro.

Una miniera di esperienza

Driiiin, ora basta! È finita la didattica: scendiamo dalla cattedra e vi spieghiamo come, anche questa volta, siamo scesi in campo.
O meglio siamo finiti in miniera. E stavolta per davvero.
Ecco la storia. Con un approccio analitico, strutturato, proattivo ed efficiente (ahhh, l'umiltà :) ) da dicembre 2018, curiamo il piano di marketing di progetto Forest Camp. Un contenitore di servizi turistici dedicati alle famiglie e ai bambini nato da una collaborazione tra il Comune di Tarvisio e il Consorzio di Promozione Turistica del Tarvisiano, Sella Nevea e Passo Pramollo.
Senza analizzare tutte le tappe della strategia di marketing territoriale che abbiamo messo a punto, vi basti sapere che abbiamo realizzato la guida inverno e la guida estate delle attività, abbiamo dato un volto sul web a Forest Camp con i profili Facebook e Instagram e ne abbiamo gestito l'attività di ufficio stampa "tradizionale". 

Protagonisti i giornalisti

Stop a questo "noi, noi, noi" e passiamo ai veri protagonisti di questa storia: i giornalisti e il loro viaggio. Avevamo una notizia da offrire? Meglio.  Avevamo emozioni da regalare.
Lo spettacolare territorio montano delle Alpi Giulie, laghi, fiumi boschi, piccoli borghi ricchi di storia e tradizione senza dimenticare le squisitezze culinarie friulane e, soprattutto, le numerose attività ludiche pensate per i più piccoli. Crocevia di lingue e culture diverse, dove Italia, Slovenia e Austria si incontrano, il Tarvisiano era il luogo perfetto dove i giornalisti potevano essere coccolati da un'ospitalità calda ma mai invadente.
Tutto perfetto ma quali giornalisti invitare? Come sceglierli?

Una missione non facile da portare a termine e che solo un laureato nella rinomata quanto difficile Università dello Stalking poteva portare a compimento. L'obiettivo: promuovere i servizi turistici del Tarvisiano destinati alle famiglie. Perfetto. Allora partiamo con l'identificare tutte le testate che si occupano di viaggi e, perché no, di famiglia. Una volta individuate queste è ora di decidere i parametri che riteniamo cruciali: tiratura, copertura, aree tematiche e follower.
Ecco che da questa rosa di nomi è ancora ora di togliere dei petali. E così identifichiamo quali sono i nomi dei giornalisti che scrivono per le testate di nostro interesse, chi ha una famiglia, chi ha dei bimbi e qual è l'età e il numero perfetto per partecipare alla maggior parte delle attività offerte dal Tarvisiano.

Abbiamo un numero: il 4
Quattro i giornalisti che vengono invitati e che accettano con entusiasmo l'invito.
Quattro anni l'età perfetta dei loro bimbi.
Quattro le "piccole e adorabili belve" che parteciperanno al press tour.
Quattro i giorni da passare insieme.

Il supporto del press kit

Prepariamo quindi il press kit da consegnare a ciascuno dei giornalisti, in modo tale da poterli aiutare nel loro lavoro di scrittura e ci mettiamo subito all'opera per organizzare questi quattro giorni da vivere insieme tra divertimento, risate, emozioni e tante, forse troppe, calorie. In collaborazione con il team del Consorzio del Tarvsiano, studiamo il territorio, la distanza tra i diversi servizi turistici, i ristoranti che offrono le più tipiche specialità della zona e i luoghi naturalistici capaci di mozzare il fiato. Ne esce un piano di "battaglia" impegnativo e finiamo anche all'interno della miniera di Raibl che, come ci ha fatto notare la piccola Mati, "però non ha i diamanti".

Alto gradimento

La partecipazione attiva degli invitati è evidente.
Subito pubblicano post di apprezzamento su Twitter, Facebook e Instagram. Arrivano anche i primi articoli, tutti positivi.
Ma c'è una frase che ci riempie di orgoglio: "grazie davvero per questo tour. È stato tutto perfetto! Non sapevamo che questa parte del Friuli fosse così meravigliosa, così ricca di bellezza, cultura e divertimento. Si dice che i friulani siano un popolo freddo ma qui abbiamo trovato un'ospitalità non referenziale capace di scaldare davvero il cuore".

Ma non finisce qui

E così, quando tutto il duro lavoro di questi mesi assume la dolcezza di queste parole, noi andiamo in vacanza… anzi no, ci rimbocchiamo le maniche e iniziamo a monitorare tutte le notizie che stanno uscendo su Forest Camp!
È il momento di studiare le prossime mosse.